LEGGI E REGOLAMENTI

REDDITO DI CITTADINANZA: DOCUMENTI PER LA DOMANDA

Si avvicina la data per la presentazione della domanda di Reddito di cittadinanza per i soggetti che hanno i requisiti.

La domanda potrà essere presentata sia online che di persona presso CAF o Uffici Postali a partire dal 6 marzo 2019. Si tratterà di compilare un modello predisposto dall'Inps.

Il decreto legge 4-2019 ha previsto che venga rilasciato entro il mese di febbraio 2019. Nel frattempo si possono preparare alcuni documenti che verranno richiesti al momento della domanda. Si tratta in particolare di:

  1. DSU dichiarazione sostituiva unica e attestazione ISEE
  2. DID Dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro
  3. dichiarazione dei redditi
  4. Identità digitale SPID
  • DSU: Dichiarazione Sostitutiva Unica La persona che fa richiesta di reddito di cittadinanza deve aver presentato la Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) che serve per il calcolo dell'ISEE (indicatore della situazione economica equivalente). La DSU contiene le informazioni anagrafiche e patrimoniali del nucleo familiare riferite alla situazione al 31 dicembre dell'anno precedente. In particolare sono specificati anche i dati inerenti il reddito e i trattamenti assistenziali percepiti nei due anni antecedenti. Si può compilare e presentare online sul sito INPS, oppure di persona negli uffici INPS, presso i CAF. L'attestazione dell'ISEE viene fornita dopo circa 10 giorni dalla presentazione della DSU.
  • DID Dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro Come noto, il reddito di cittadinanza viene riconosciuto alle persone maggiorenni con ISEE inferiore a 9360 euro che accettino un percorso personalizzato di inserimento al lavoro che comprende lavoro socialmente utile percorsi di formazione l'accettazione di una proposta di lavoro "congrua" su tre, e devono sottoscrivere quindi la dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro, (come tutti i disoccupati che vogliono accedere all'indennità di disoccupazione e ad altre agevolazioni) L’art. 4 comma 2 del decreto, indica nel dettaglio i soggetti esonerati dall’obbligo di sottoscrizione della DID. La firma della DID può essere effettuata: nei Centri per l'impiego, presso un Patronato o un CAF che abbia sottoscritto una convenzione con l’ANPAL , oppure online tramite apposita piattaforma digitale DIDONLINE sul portale ANPAL . E' necessario prima registrarsi.
  • La più recente dichiarazione dei redditi Modello Redditi o 730 dovrebbe essere acquisito automaticamente dall'INPS nella predisposizione dell'ISEE ma può essere utile presentarne copia.
  • Infine In caso si voglia richiedere il Reddito di Cittadinanza personalmente sul sito www.redditodicittadinanza.gov.it, con la modalità telematica, è necessario essere muniti di SPID Sistema pubblico di identità telematica digitale, da richiedere presso uno dei provider accreditati o in qualsiasi ufficio postale. Maggiori informazioni sono disponibili sul sito dell'Agenzia per l'Italia digitale.

1.500.000 € PER LA PESCA E L'ACQUACOLTURA NELLA REGIONE LAZIO

LA FONDAZIONE ANGELO VASSALLO AVANZA NUOVE PROPOSTE PER I PROSSIMI BANDI

Roma, 7 feb. (askanews)
- "La Regione Lazio ha bandito tre misure FEAMP, il Fondo Europeo Affari Marittimi e Pesca, dedicate al settore della pesca, per un totale complessivo di quasi un milione e mezzo di euro. Le misure bandite sono: la 1.42 (con a disposizione 145mila euro) è volta a migliorare il valore aggiunto e/o la qualità del pesce catturato. I beneficiari sono armatori di imbarcazioni da pesca e proprietari di imbarcazioni da pesca. L'investimento massimo ammissibile è pari a 100mila euro, mentre l'investimento minimo ammissibile è pari a 5mila euro". Lo comunica in una nota l'assessorato agricoltura della Regione Lazio.

"La seconda misura (la 1.43) può contare su900mila ed è dedicata agli investimenti volti a migliorare le infrastrutture preesistenti dei porti di pesca, delle sale per la vendita all'asta, dei siti di sbarco e dei ripari di pesca, con l'obiettivo di aumentare la qualità, il controllo e la tracciabilità dei prodotti sbarcati, accrescere l'efficienza energetica, contribuire alla protezione dell'ambiente e migliorare la sicurezza e le condizioni di lavoro. I beneficiari sono le imprese che operano nel settore della pesca e dell'acquacoltura; le imprese di servizi per il settore pesca e acquacoltura; gli enti pubblici e le autorità portuali. L'investimento massimo ammissibile sarà pari a 250mila euro, mentre l'investimento minimo ammissibile sarà pari a 25mila euro" spiega la nota.

"La  misura 1.44 (400mila) è dedicata agli interventi utili a migliorare le infrastrutture dei porti di pesca, delle sale per la vendita all'asta, dei siti di sbarco e dei ripari di pesca; investimenti destinati a strutture per la raccolta di scarti e rifiuti; investimenti nei porti, nelle sale per la vendita all'asta, nei luoghi di sbarco e nei ripari di pesca; valorizzazione della parte sottoutilizzata del pesce catturato; investimenti finalizzati alla costruzione o all'ammodernamento di piccoli ripari di pesca. I beneficiari sono le imprese operanti nel settore della pesca e dell'acquacoltura; le imprese di servizi per il settore pesca e acquacoltura; gli enti pubblici e le autorità portuali. L'investimento massimo ammissibile sarà pari a 200mila euro, mentre l'investimento minimo ammissibile sarà pari a 10mila euro. Per tutti i dettagli i bandi saranno pubblicati su lazioeuropa.it".

Dott. Erminio Di Nora

DECRETO CORRETTIVO DEL CODICE DEL TERZO SETTORE

E' stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 210/2018 il D.lgs. n. 105 del 3/8/2018 contenente disposizioni integrative e correttive al c.d. Codice del Terzo settore (D.lgs. 117/2017). Il decreto riguarda principalmente Onlus, organizzazioni di volontariato e associazioni di promozione sociale ed è entrato in vigore l'11 settembre 2018.

Tra le principali modifiche e integrazioni previste dal decreto, si segnala:

  • la proroga da 18 a 24 mesi dei termini per adeguare gli statuti degli enti del Terzo settore al nuovo quadro normativo spostando così il termine al 3 agosto 2019 (rispetto a febbraio);
  • la reintroduzione dell’esenzione dall’imposta di registro delle organizzazioni di volontariato (Odv) per gli atti costitutivi e per quelli connessi allo svolgimento delle attività (Art. 26);
  • i chiarimenti sul sistema di rendicontazione da adottare per registrare le eventuali attività “diverse” da quelle di interesse generale svolte dagli enti non profit, in particolare il carattere secondario e strumentale di queste attività dovrà essere documentato nella relazione di missione, o in una annotazione in calce al rendiconto per cassa o nella nota integrativa al bilancio;
  • il rafforzamento della collaborazione tra Stato e Regioni (soprattutto in materia di utilizzazione del fondo di finanziamento di progetti e attività di interesse generale del Terzo settore);
  • i chiarimenti sulla contemporanea iscrizione al registro delle persone giuridiche e al registro unico nazionale;
  • indicazioni sul numero minimo di associati necessario per la permanenza di una associazione di promozione sociale o di una organizzazione di volontariato, ovvero se successivamente alla costituzione il numero degli associati diviene inferiore a quello stabilito nel comma 1 - Art. 35 dlgs 117/2017 (non inferiore a sette persone fisiche o a tre associazioni di promozione sociale), esso deve essere integrato entro un anno, trascorso il quale l'associazione di promozione sociale e' cancellata dal Registro unico nazionale del Terzo settore se non formula richiesta di iscrizione in un'altra sezione del medesimo;
  • la previsione che i privati che effettuano atti a titolo gratuito in trust o fondi speciali costituiti nell’ambito del Dopo di noi (legge 112/2016), beneficino del regime agevolato previsto per le erogazioni alle Odv (detrazione al 35%). Inoltre potranno continuare ad optare per la deduzione nel limite del 20% del reddito complessivo netto dichiarato (anziché il 10% previsto per le Odv).

Fonte Gazzetta Ufficiale

DIVIETO DI PESCA DELLE OLOTURIE

Vietata la pesca dei cetrioli di mare. È stato infatti finalmente approvato il decreto che vieta la pesca delle oloturie che, alla pari di stelle marine e ricci di mare, sono utili a mantenere l’equilibrio dell’ambiente marino. Una disposizione che ne vieterà la pesca nei nostri mari, ma soltanto fino al 31 dicembre 2019.

Contro una pesca eccessiva, che per anni si è fatta soprattutto nel sud-est Asiatico e nell’Oceano Indiano ma che nemmeno in Italia ci siamo risparmiati, e dopo una serie di sequestri contro pescatori di frodo, finalmente arriva il decreto n.156 del 27/02/2018 che la rende illecita.

Le oloturie sono di fatto da sempre mangiate nei Paesi asiatici. Proprio per questo, si è avuto un vero e proprio “sovrasfruttamento” che ha portato le popolazioni dell'Asia dapprima a svilupparne allevamenti, poi a dar luogo a una pesca e a una commercializzazione sfrenate. Non solo, nonostante non facciano parte della dieta mediterranea, anche qui da noi si è creata una vera e propria caccia alle oloturie: con la crescente richiesta del mercato asiatico si è infatti diffuso il prelievo senza regole che ha impoverito anche i nostri mari, compromettendo il buon funzionamento di ecosistema e biodiversità.

REGIONE LOMBARDIA: La pesca-turismo è agricoltura a tutti gli effetti

In relazione a quesiti pervenuti agli uffici, la DG Agricoltura di Regione Lombardia, in ordine alla qualificazione delle attività di pesca-turismo e ittiturismo e in riferimento alla determinazione del rapporto di connessione dell'attività agrituristica rispetto a quella agricola previsto dall’art.152 della l.r.31/2008 ha ritenuto di fornire alcune spiegazioni in merito. Secondo quanto previsto dal decreto legislativo 9 gennaio 2012, n. 4 “Misure per il riassetto della normativa in materia di pesca e acquacoltura, a norma dell'articolo 28 della legge 4 giugno 2010, n. 96 e successive modifiche, è imprenditore ittico il titolare di licenza di pesca, di cui all'articolo 4 del decreto legislativo 26 maggio 2004, n. 153, che esercita, professionalmente ed in forma singola, associata o societaria, l’attività di pesca professionale di cui all'articolo 2 e le relative attività connesse (comma 1 art. 4).

Al comma 4 del medesimo articolo si dispone che fatte salve le più favorevoli disposizioni di legge di settore, all'imprenditore ittico si applicano le disposizioni previste per l'imprenditore agricolo.
Il comma 2 dell’art. 2 del d.lgs. 4/2012 prevede che rientrano nelle attività di pesca professionale, se effettuate dall'imprenditore ittico di cui all'articolo 4, le seguenti attività:

a) imbarco di persone non facenti parte dell'equipaggio su navi da pesca a scopo turistico-ricreativo,
denominata 'pesca-turismo';
b) attività di ospitalità, ricreative, didattiche, culturali e di servizi, finalizzate alla corretta fruizione degli ecosistemi acquatici e delle risorse della pesca e alla valorizzazione degli aspetti socio-culturali delle imprese ittiche, esercitate da imprenditori, singoli o associati, attraverso l'utilizzo della propria abitazione o di struttura nella disponibilità dell'imprenditore stesso, denominate 'ittiturismo'.

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