LEGGI E REGOLAMENTI

Coltivatori diretti e IAP: chiarimenti sull’esonero contributivo

Con Circolare 3 novembre 2017, n. 164, l’INPS ha fornito chiarimenti in merito all’esonero contributivo concesso ai giovani coltivatori diretti e agli imprenditori agricoli professionali che effettuano una nuova iscrizione alla previdenza agricola.

In particolare, il documento di prassi ha specificato che l’esonero contributivo si applica:
• ai coltivatori diretti e agli IAP con età inferiore ai 40 anni;
• qualora alla nuova iscrizione sia riconducibile un’innovazione nell’oggetto dell’impresa, concretizzabile anche attraverso lo sviluppo o il mutamento dell’attività preesistente.

La Circolare, inoltre, evidenzia che il soggetto è ammesso al beneficio:
• qualora non sia mai stato iscritto alla previdenza agricola come capo nucleo coltivatore diretto;
• anche se in precedenza è stato iscritto come collaboratore familiare di un preesistente nucleo.

La locazione e il noleggio di imbarcazioni

di Giulio Benedetti

In attesa del nuovo Codice della Nautica da Diporto, che attualmente sta seguendo gli iter di approvazione transitando dalle varie commissioni parlamentari prima di giungere in approvazione definitiva in Consiglio dei Ministri, ad oggi le attività di locazione e noleggio di imbarcazioni sono regolate normativamente dal D.Lgs. 171/2005 ove all’articolo 2 vengono definite le caratteristiche dell’uso commerciale delle unità da diporto.

In particolare, il comma 1 del suddetto articolo stabilisce che l’unità da diporto è utilizzata a fini commerciali quando è oggetto di contratti di locazione e di noleggio, è utilizzata per l’insegnamento professionale della navigazione da diporto o infine quando è utilizzata da centri di immersione e di addestramento subacqueo come unità di appoggio per i praticanti immersioni subacquee a scopo sportivo o ricreativo.

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IL REDDITO D’INCLUSIONE

Il Reddito di inclusione è una misura a carattere universale condizionata alla prova dei mezzi, quindi accessibile in base a precisi requisiti economici.
Per ottenere il ReI occorre inoltre aderire a un progetto personalizzato di attivazione e di inclusione sociale e lavorativa finalizzato al superamento della condizione di povertà.
Il ReI è infatti riconosciuto ai nuclei familiari disagiati in due forme:

- un beneficio economico,
- una componente di servizi alla persona sulla base di una valutazione multidimensionale del bisogno del nucleo familiare.

Il ReI potrà essere richiesto a partire dal 1° dicembre 2017 presso il proprio Comune di residenza, o eventuali altri punti di accesso identificati dai Comuni, e verrà riconosciuto dall'INPS tramite una Carta Acquisti.

A partire dal prossimo anno il ReI sarà l'unico strumento di contrasto alla povertà, quindi il SIA, che viene concesso ogni due mesi per le domande presentate nel bimestre precedente, non potrà più essere richiesto a decorrere dal 1° novembre 2017.

La domanda per l'ASDI, invece, potrà essere presentata fino al 30 gennaio 2018 per coloro che abbiano terminato la NASPI entro il 31 dicembre di quest'anno.

Chi può richiedere il ReI

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LA ASD NELLA GESTIONE DI GOLF, PISCINE E TENNIS

di Marco Bargagli

Un’Associazione Sportiva Dilettantistica (ASD) può essere definita come un’organizzazione senza scopo di lucro, costituita da più persone per perseguire finalità di interesse comune, ivi compreso l’esercizio dello sport praticato in forma dilettantistica.

Come previsto dall’articolo 148 del D.P.R. 917/1986, rubricato Enti di tipo associativo, non é considerata commerciale l’attività svolta nei confronti degli associati o partecipanti, in conformità alle finalità istituzionali, dalle associazioni, dai consorzi e dagli altri enti non commerciali di tipo associativo.

Per tale motivo, le somme versate dagli associati o partecipanti a titolo di quote o contributi associativi, non concorrono a formare il reddito complessivo.

Si considerano tuttavia effettuate nell’esercizio di attività commerciali, le cessioni di beni e le prestazioni di servizi effettuate nei confronti degli associati o partecipanti dietro il pagamento di corrispettivi specifici, compresi i contributi e le quote supplementari determinati in funzione delle maggiori o diverse prestazioni alle quali danno diritto.

Detti corrispettivi concorrono alla formazione del reddito complessivo come componenti positivi del reddito di impresa (ex articolo 85 del D.P.R. 917/1986) o come redditi diversi (ex articolo 67 del D.P.R. 917/1986), secondo che le relative operazioni abbiano carattere di abitualità o di occasionalità.

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Crediti d’imposta a favore delle imprese del settore agricolo, della pesca e dell’acquacoltura: istituiti i codici tributo

Con la risoluzione n. 27/E del 20 aprile 2016, l’Agenzia delle Entrate ha istituito i codici tributo per l’utilizzo in compensazione, mediante il modello F24, dei crediti d’imposta a favore delle imprese del settore agricolo, della pesca e dell’acquacoltura.

L’art. 3, comma 1, del decreto-legge 24 giugno 2014, n. 91, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 agosto 2014, n. 116, riconosce un credito d’imposta a favore delle imprese del settore agricolo, della pesca e dell’acquacoltura, in relazione alle spese sostenute per nuovi investimenti per la realizzazione e l’ampliamento di infrastrutture informatiche finalizzate al potenziamento del commercio elettronico.

Inoltre, al fine di incentivare la creazione di nuove reti di imprese ovvero lo svolgimento di nuove attività da parte di reti di imprese già esistenti, l’art. 3, comma 3, del citato decreto-legge n. 91/2014, riconosce un credito d’imposta a favore delle imprese del settore agricolo, della pesca e dell’acquacoltura, in relazione alle spese per i nuovi investimenti sostenuti per lo sviluppo di nuovi prodotti, pratiche, processi e tecnologie, nonché per la cooperazione di filiera.

Con decreti del 13 gennaio 2015 del Ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali, di concerto con il Ministro dello sviluppo economico e il Ministro dell’economia e delle finanze, sono state stabilite le disposizioni applicative delle sopra descritte misure agevolative.

In particolare, detti decreti prevedono, all’art. 5, comma 3, che i crediti d’imposta in argomento sono utilizzabili esclusivamente in compensazione, presentando il modello F24 tramite i servizi telematici Entratel o Fisconline offerti dall’Agenzia delle Entrate, pena il rifiuto dell’operazione di versamento. Inoltre, l’ammontare del credito d’imposta utilizzato in compensazione non deve eccedere l’importo concesso dal Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, pena lo scarto dell’operazione di versamento.

Tanto premesso, per consentire l’utilizzo in compensazione dei crediti d’imposta in argomento, tramite il modello F24, l’Agenzia delle Entrate ha istituito i seguenti codici tributo:

“6863” denominato “Credito d’imposta a favore del settore agricolo, della pesca e dell’acquacoltura – COMMERCIO ELETTRONICO – art. 3, c. 1, D.L. n. 91/2014”;
“6864” denominato “Credito d’imposta a favore del settore agricolo, della pesca e dell’acquacoltura – RETI DI IMPRESE – art. 3, c. 3, D.L. n. 91/2014”.
In sede di compilazione del modello di pagamento F24, i suddetti codici tributo sono esposti nella sezione “Erario”, in corrispondenza delle somme indicate nella colonna “importi a credito compensati”, ovvero, nei casi in cui il contribuente debba procedere al riversamento dell’agevolazione, nella colonna “importi a debito versati”.

Il campo “anno di riferimento” è valorizzato con l’anno di concessione del credito, nel formato “AAAA”.

Agenzia delle Entrate – Risoluzione N. 27/E/2016