RIFLESSIONI

PICCOLA PESCA DI FORMIA IN DIFFICOLTÀ

La richiesta delle Associazioni e della Fondazione Angelo Vassallo

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L’ECONOMIA DEL MARE CERCA DI TORNARE A GALLA

L’estate è alle porte e a giudicare dalle alte temperature anche il pericolo che i prodotti allevati in mare e nelle lagune come ad esempio cozze e vongole possano subire delle morie.

L’incertezza maturata con il Covid-19 ha ulteriormente messo in crisi le aziende di tutta Italia a causa della chiusura del mercato al dettaglio.

E’ giunto il momento per le Regioni interessate di interrompere la lotta di parte messa in atto contro coloro che hanno imparato l’autogestione e l’autofinanziamento.

Oggi gli Enti Regionali DEVONO occuparsi della qualità delle acque, dell’insabbiamento delle lagune dove lavorano migliaia di persone, dell’inquinamento da fosforo e azoto, garantendo così il produttore e il consumatore finale, ma anche un turismo ecosostenibile.

Non sono le industrie che cambiano ragione sociale e consigli di amministrazione a valorizzare le produzioni tipiche quanto coloro che quotidianamente vivono il mare e le lagune a Taranto come a Scardovari, a Gaeta come a La Spezia, a Olbia come a Goro.

Il Covid-19 ha assottigliato l’orizzonte: insieme dobbiamo cercare di creare le condizioni affinchè i Nostri produttori continuino nelle loro attività.

E’ fondamentale che il commercio del pesce e dei frutti di mare riparta anche con forme di domiciliazione, la creazione di medie piattaforme distributive, la certificazione qualitativa dei prodotti immessi sul mercato.

Il Mare è la Nostra Grande Ricchezza, un Tesoro Naturale che non può andare perduto per la superficialità di alcuni politici o la mancanza di un coordinamento che tarda ad arrivare.

E’ il Tempo di Fare!

 

Dott. Erminio Di Nora – Fondazione Angelo Vassallo – Latina

Già Consigliere del Ministro per le Politiche Agricole

Proposta intitolazione Scogliera di Scauri - Lettera al Sindaco

Al Signor Sindaco del Comune di Minturno

Dott. Gerardo STEFANELLI

 

Oggetto: Proposta di intitolazione dell’ingresso al Porticciolo della Scogliera di Scauri.

Egregio Signor Sindaco,

in considerazione delle ultime notizie che hanno evidenziato anche attraverso la lettura dell’autopsia da parte dei familiari che l’assassinio di Angelo Vassallo Sindaco Pescatore è avvenuto con nove colpi di pistola andati a segno e non sette come appreso fino a circa un mese fa dalla stampa, sono a chiedere all’Amministrazione Comunale di valutare la proposta di cui all’oggetto.

Il Nostro Comune ha una lunga storia di pesca professionale e di pescatori che hanno popolato le coste laziali e non solo. Allo stesso tempo la Legalità e la Giustizia, così come l’ambiente, sono alla base del Suo Programma elettorale.

Concetti quali dedizione, amore viscerale per la propria terra e guerra dichiarata a tutte quelle realtà che speculano sul pubblico al fine di ricavarne benefici privati sono alla base della Politica di Angelo Vassallo e oggi della Fondazione.

Alla sua intraprendenza si deve un importantissimo riconoscimento che l’Italia ha ottenuto ossia l’inclusione della dieta mediterranea fra i patrimoni orali e immateriali dell’umanità. Dopo un tortuoso negoziato durato tre anni e cento giorni dopo il suo assassinio, il 16 novembre 2010 l’Unesco (l’Organizzazione delle Nazioni unite per l’educazione, la scienza e la cultura) disse finalmente sì alla candidatura italiana.

Ammazzato presumibilmente in quanto la sua figura era un ostacolo insormontabile al controllo del porto locale da parte della camorra Vassallo venne spietatamente ucciso mentre la sera del 5 settembre 2010 rincasava.

Lo spessore etico e politico che contraddistingueva la sua persona ha fatto però sì che il suo sacrificio non cadesse nell’oblio bensì fosse al contempo serbatoio di speranza e testimonianza di buona politica per le nuove generazioni, studenti in primis.

Per quanto sopra esposto e certo che valuterà la proposta avanzata in nome e per conto della Fondazione, porgo distinti saluti.

 

Minturno, li 21/02/2019

Erminio Di Nora

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TASSA SUI RIFIUTI RACCOLTI IN MARE DAI PESCATORI

UNA VERGOGNA SENZA PRECEDENTI

Nuova tassa dell’Europa sui rifiuti pescati in mare e conferiti in porto dai pescherecci, arriva lo stop del presidente della commissione regionali Affari europei ed internazionali, «Una penalizzazione ingiusta ai piccoli porti ed alle loro marinerie.».

L’atto elaborato dall’Europa relativo agli impianti portuali di raccolta per il conferimento dei rifiuti delle navi, compresi i pescherecci”, modificherebbe le attuali disposizioni in materia, introducendo una tariffa a carico degli armatori delle navi e dei pescatori per il deposito a terra dei rifiuti rinvenuti in mare, diversi dai residui del carico e dai rifiuti prodotti dall’imbarcazione stessa.

Una norma assurda che penalizza i proprietari delle navi ed in particolare i pescatori, sui quali graverebbero ulteriori costi. Spese da sostenere, per di più, per fornire quello che è di fatto un servizio alla comunità per la pulizia del mare. La norma penalizza anche i piccoli porti che dovranno dotarsi di nuovi impianti di conferimento. Ma si tratta anche di disposizioni che frenano l’obiettivo di liberare il mare da plastiche ed altri materiali inquinanti che quotidianamente vengono recuperati dai pescherecci durante la loro consueta attività. Appare, dunque, paradossale che invece che incentivare le operazioni di recupero dei rifiuti svolte dagli equipaggi, li si tassi per il lavoro che svolgono. Ricordo che attualmente pescherecci e navi corrispondono tariffe per lo smaltimento dei rifiuti di bordo prodotti dalle stesse imbarcazioni.

PESCA PROFESSIONALE E MUTAMENTI CLIMATICI

Gaeta soffre come gran parte dell’Italia

I cambiamenti climatici danneggiano non solo l'agricoltura ma anche le attività di pesca. Negli ultimi 10 anni per il susseguirsi delle cattive condizioni meteorologiche le giornate trascorse in mare dalle imbarcazioni professionali italiane sono calate del 23%.

Se nel 2004 ogni imbarcazione usciva in mare mediamente 150 giorni l'anno, oggi non si superano i 116 giorni, vale a dire 34 giorni in meno, con un danno economico di svariati milioni di euro.

Per i prossimi giorni sui mercati italiani ci sarà una minor offerta di pesce nazionale fino al 40%. Nubifragi, vento e neve riconducibili a Buran, hanno, infatti, costretto molti pescherecci a restare fermi in porto; a soffrire di più è stato il versante adriatico, dove in alcune marinerie il 100% della flotta non è riuscita a lavorare affatto.

Al problema del calo delle attività si è aggiunto anche quello della viabilità e dei trasporti che, in alcune zone, hanno reso difficile il conferimento dei prodotto nei mercati ittici. Il problema è la commercializzazione del pesce portato a terra, visto che il traffico stradale è in fortissima difficoltà tra neve, ghiaccio e in alcuni casi alberi caduti.

Queste ondate di maltempo hanno il loro effetto non solo nell'immediato, limitando l'attività di pesca, ma spesso lasciano pesanti strascichi per quanto riguarda l'insabbiamento dei porti, un fenomeno molto diffuso: uno di questi è il Garigliano.

Sono diverse le marinerie italiane 'rovinate' dall'azione erosiva del moto ondoso, dove le forti mareggiate non solo impediscono ai pescatori di uscire in mare ma in caso riescano a prendere il largo, anche di rientrare.

Minturno, Formia, Gaeta, Sperlonga, Ponza, Ventotene, Terracina, Sabaudia, San felice Circeo, tutti i porti pescherecci stanno subendo le conseguenze dei mutamenti climatici e la risposta è quasi sempre la stessa: demolire!

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