RIFLESSIONI

MOLLUSCHICOLTURA POLESANA MANCA UN PIANO DI GESTIONE PER LA RACCOLTA DEL SEME

Il seme di vongola rappresenta una risorsa per tutti coloro che praticano correttamente la molluschicoltura.

Questa attività inizia con la pulizia del fondale, la semina e la successiva raccolta.

Si discute sempre del ricorso al prelievo del prodotto seme in via emergenziale senza effettuare una seria programmazione come fu fatto nel 2009 nel protocollo tra le Province di Venezia, Rovigo e Ferrara.

La sperimentazione della idrorasca fu fatta all’inzio degli anni 2000 proprio in Polesine, dai consorzi operanti nelle lagune di Rosolina e Porto Viro e successivamente è stata introdotta nelle province di Venezia e Ferrara.

A Goro, ad esempio, contrariamente a quanto succede in Polesine o meglio nel compartimento marittimo di Chioggia si è autorizzati ad uscire con l’attrezzo “idrorasca” anche nelle acque marittime.

Si rende quindi indispensabile e di vitale importanza equiparare il sistema di prelievo del Veneto a quello più avanzato e concorrenziale dell’Emilia Romagna.

Perché il riferimento è a Goro? - Perché le concessioni delle aree nursery sono in acque marine e non come nel Polesine dove le aree si trovano in acque interne.

Le fratture tra gli operatori sono sempre provocate da coloro che preferiscono dividere per comandare piuttosto che unire per condividere un percorso comune.

L’emergenza riguarda la comunità, proprio come la programmazione, ed è per questo che tutti devono scrivere le regole che poi devono rispettare.

Alcune aree sono improduttive, e questo è sotto gli occhi di tutti.

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Richiesta casa popolare

A S.E. Il Prefetto di Latina

Dott. Pierluigi FALONI

 

e  p.c. Al Sindaco di Minturno

dott. Gerardo STEFANELLI

 

Alla Fondazione Angelo Vassallo – Roma –

 

Alla Fondazione Casa Solidale Dopo di Noi ONLUS

Via Lydia Cottone, 25 - Napoli

Oggetto: Richiesta casa popolare e situazione familiare

Egregio Signor Prefetto,

mi chiamo Maria Teresa Fiore e sono nata a Gaeta il 3/11/1943 ,risiedo a Minturno in via A. Sebastiani n.31. Mio marito è venuto a mancare il 30 gennaio 2009.

Dal 2005 ho iniziato a fare richiesta di assegnazione di una casa popolare per i seguenti motivi :

  • Ho due figli, Tiziana Mattarollo, sordomuta e invalida al 50%, sposata e con un figlio; e Gianluigi Mattarollo invalido al 100%;
  • Tiziana vive con il marito e il figlio in via Cavallerizza 29 a Minturno e percepisce 500,00 euro di pensione di invalidità;
  • Gianluigi vive con me ed è anche malato psichiatrico oltre ad essere sordomuto.

Sia io che mia figlia abbiamo fatto domanda di casa popolare : il punteggio è 36 per entrambe benché situazioni come le nostre sono poco comuni a Minturno e probabilmente meriterebbero maggiore attenzione.

Percepisco una pensione di reversibilità di mio marito pari a 600.00 euro.

Mio figlio che vive con me percepisce una pensione di invalidità pari a 1.300,00 e 200.00 della reversibilità del padre.

Paghiamo 500,00 euro di affitto e le dovute utenze.

Gianluigi necessita di cure importanti e costose proprio a causa delle sue condizioni psichiche.

Ho deciso di scrivere questa mia come ultimo atto di una condizione che non potrà continuare ancora a lungo perché anziana e senza una benché minima certezza per il futuro di mio figlio “Dopo di Noi”.

Le spese per le cure di mio figlio sono veramente elevate ed ogni volta che ha qualche aggravamento o crisi epilettica mi reco a Roma per cercare di migliorare le sue condizioni di VITA.

RingraziandoLa per la Sua attenta sensibilità, porgo distinti saluti.

 

Minturno, li 4/05/2017

                                                                                              Con stima

                                                                                      Maria Teresa Fiore

LA REGIONE DEL VENETO, IL FENOMENO DELL’INSABBIAMENTO DELLE LAGUNE POLESANE

Il fenomeno del surriscaldamento delle acque si verifica in tante aree lagunari, in particolare lì dove la sabbia ha ricoperto quasi completamente alcune zone dove si pratica la molluschicoltura e si offre lavoro a centinaia di persone.

La questione ha valenza nazionale ed internazionale in quanto le produzioni venete di vongole veraci e mitili sono commercializzate in tutta Europa oltre che su tutto il territorio nazionale. Negli ultimi anni la Regione del Veneto è intervenuta celermente disponendo azioni straordinarie e tempestive; ora però è importante lavorare sulla programmazione per non vanificare le opere compiute e al contempo realizzarne di nuove e più efficaci.

La situazione è sicuramente di emergenza e come tale è necessario individuare la strada migliore per intervenire in modo incisivo. Non è possibile però immaginare che questo sia un accadimento irripetibile; il cambiamento del clima rende indispensabile pensare ad interventi strutturali capaci di azzerare il fenomeno dell’anossia in modo definitivo.

L’insabbiamento spesso è dovuto alla realizzazione di opere non opportunamente condivise. Tale fenomeno purtroppo, non solo non permette la navigabilità delle aree lagunari in oggetto, ma rende impraticabili le attività sportive e quelle professionali.

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LE PROVINCE E LE CONCESSIONI DEMANIALI

UN BUSINESS CHE ALCUNI COLLETTI BIANCHI NON VOGLIONO MOLLARE

La riforma del sistema amministrativo italiano ha seminato non pochi dubbi in merito alla gestione socio-politica delle province.
Osservando infatti quelle amministrazioni che fino a qualche tempo fa hanno gestito il “potere politico ed economico” non si può non notare la loro “fatica” nell’accettare la centralizzazione dei poteri in capo alle Regioni.
Nonostante ciò, lì dove l’economia la fa da padrona, si continua nelle regolamentazioni artefatte della gestione delle aree lagunari.

In questi casi alcuni indirizzi degli uffici sono pressochè fuorvianti e devianti rispetto alla politica dello Stato centrale e delle Regioni.

Nel 2017 alcuni colletti bianchi continuano nella gestione indiscriminata dei loro poteri.
Perchè in una stessa laguna e a distanza di pochi metri un’azienda riesce a produrre 5kg/mq mentre un’altra poco meno di 250 grammi/mq?

Come è possibile che in altre aree senza fatture di acquisto di seme si possano dichiarare migliaia di chilogrammi di vongole?

E’ possibile che si tratti di prodotto proveniente da altre aree e reimmesso all’interno delle concessioni?

Come può una vongola depurata contenere sabbia e/o fango?
La tracciabilità è alla base di una sana e corretta politica agroalimentare.

La Moceniga Pesca opera nel rispetto di queste regole nonostante si ritrovi periodicamente ad affrontare contenziosi e uscendone alla fine sempre vittoriosa.

Il Consiglio di Stato invalidò l’art.36) del Regolamento Pesca della Provincia ritenendolo non idoneo al rispetto delle regole della legittima concorrenza e del libero mercato.

Purtroppo successivamente la stessa Provincia ha riproposto un nuovo regolamento con articoli che rispecchiano quello precedente.

Cosa spinge dei dipendenti pubblici a esporsi così tanto?

Perchè privilegiare i Consorzi di Cooperative a danno di tutte le altre forme di impresa?

Ci ritroviamo forse di fronte ad un “sistema” simile a quello scoperchiato a Roma?

Buon lavoro!

IL GAC-FLAG SUD PONTINO E ISOLE PONZIANE

MODIFICATO LO STATUTO: MOLTE ASSOCIAZIONI E COMUNE DI MINTURNO GRANDI ASSENTI

Il settore della pesca è in crisi profonda, con i costi di gestione (gasolio in prima battuta) in costante crescita e la contemporanea diminuzione del pescato.

Anche per questa ragione l’Unione Europea ha deciso di stanziare importanti risorse ma soprattutto ha favorito l’aggregazione delle diverse marinerie. Per questa ragione sono nati i “Gac”, Gruppi di azione costiera destinati a diventare “Flag”, che altro non è che l’acronimo inglese con l’aggiunta del termine fisheries.

I Gac-Flag possono essere il futuro della pesca e del turismo responsabile e ecosostenibile.

Favorire indirettamente la produzione , la tutela ambientale e la sostenibilità della pesca, studiare soluzioni per aggredire i costi di gestione e dare valore aggiunto al pescato devono essere le priorità del prossimo Gac Flag. I protagonisti devono essere i pescatori con le istituzioni, pienamente coinvolte, che aiutano il percorso altrimenti rimarrà un poco trasparente stipendificio oltre che un carrozzone per i soliti noti.
I pescatori devono affrontare ogni giorno problemi concreti: dalle taglie minime al fermo biologico. E non sempre si è tutti d’accordo come ad esempio sul fermo obbligatorio.

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