RIFLESSIONI

RETI PIENE DI “RESTE”: TUTTO TACE! PICCOLA PESCA IN CRISI

AL MOLO LA QUERCIA TUTTO COME PRIMA

Abbiamo visto le immagini dei pescatori professionali che hanno le imbarcazioni da pesca ormeggiate presso il Porticciolo La Quercia di Formia pulire le reti dalle “reste” utilizzate per l’allevamento delle cozze.
Fortunatamente il Comune di Formia, in accordo e con la Guardia Costiera, si è preoccupato di smaltire l’intero “pescato” (rifiuti speciali), senza sobbarcare di ulteriori oneri gli addetti del comparto ittico.
Oltre diecimila euro i danni subiti tra reti tagliate e inservibili e quelle strappate dalla corrente perché piene di questi rifiuti altamente inquinanti per l’ecosistema marino.
La cosa per la quale rimango stupito è l’assoluta indifferenza di alcuni amministratori locali e di enti e associazioni che in occasione di manifestazioni si fregiano del titolo di paladini dell’ambiente e gridano al lupo per l’eventuale installazione di un impianto di mitilicoltura e invece in questo specifico caso, che è sotto gli occhi di tutti, scompaiono per riapparire probabilmente nella prossima campagna elettorale.

Fondazione Angelo Vassallo “Il Sindaco Pescatore”

ROSOLINA: TURISMO E MOLLUSCHICOLTURA

Da Rosolina (RO) è partita la rivoluzione legata al rinnovamento dell'attività di molluschicoltura in Italia. La Moceniga Pesca è stata la capofila, l'azienda che prima di tutte le altre ha saputo interpretare la norma legata ai decreti legislativi di orientamento garantendo tracciabilità e sicurezza per il consumatore finale.

Sul numero di giugno 2017 di Italia Più un interessante servizio su Moceniga Pesca e sulla professionalità che da sempre contraddistingue l'amministrazione e i collaboratori della società.

Allegati:
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MOLLUSCHICOLTURA POLESANA MANCA UN PIANO DI GESTIONE PER LA RACCOLTA DEL SEME

Il seme di vongola rappresenta una risorsa per tutti coloro che praticano correttamente la molluschicoltura.

Questa attività inizia con la pulizia del fondale, la semina e la successiva raccolta.

Si discute sempre del ricorso al prelievo del prodotto seme in via emergenziale senza effettuare una seria programmazione come fu fatto nel 2009 nel protocollo tra le Province di Venezia, Rovigo e Ferrara.

La sperimentazione della idrorasca fu fatta all’inzio degli anni 2000 proprio in Polesine, dai consorzi operanti nelle lagune di Rosolina e Porto Viro e successivamente è stata introdotta nelle province di Venezia e Ferrara.

A Goro, ad esempio, contrariamente a quanto succede in Polesine o meglio nel compartimento marittimo di Chioggia si è autorizzati ad uscire con l’attrezzo “idrorasca” anche nelle acque marittime.

Si rende quindi indispensabile e di vitale importanza equiparare il sistema di prelievo del Veneto a quello più avanzato e concorrenziale dell’Emilia Romagna.

Perché il riferimento è a Goro? - Perché le concessioni delle aree nursery sono in acque marine e non come nel Polesine dove le aree si trovano in acque interne.

Le fratture tra gli operatori sono sempre provocate da coloro che preferiscono dividere per comandare piuttosto che unire per condividere un percorso comune.

L’emergenza riguarda la comunità, proprio come la programmazione, ed è per questo che tutti devono scrivere le regole che poi devono rispettare.

Alcune aree sono improduttive, e questo è sotto gli occhi di tutti.

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Richiesta casa popolare

A S.E. Il Prefetto di Latina

Dott. Pierluigi FALONI

 

e  p.c. Al Sindaco di Minturno

dott. Gerardo STEFANELLI

 

Alla Fondazione Angelo Vassallo – Roma –

 

Alla Fondazione Casa Solidale Dopo di Noi ONLUS

Via Lydia Cottone, 25 - Napoli

Oggetto: Richiesta casa popolare e situazione familiare

Egregio Signor Prefetto,

mi chiamo Maria Teresa Fiore e sono nata a Gaeta il 3/11/1943 ,risiedo a Minturno in via A. Sebastiani n.31. Mio marito è venuto a mancare il 30 gennaio 2009.

Dal 2005 ho iniziato a fare richiesta di assegnazione di una casa popolare per i seguenti motivi :

  • Ho due figli, Tiziana Mattarollo, sordomuta e invalida al 50%, sposata e con un figlio; e Gianluigi Mattarollo invalido al 100%;
  • Tiziana vive con il marito e il figlio in via Cavallerizza 29 a Minturno e percepisce 500,00 euro di pensione di invalidità;
  • Gianluigi vive con me ed è anche malato psichiatrico oltre ad essere sordomuto.

Sia io che mia figlia abbiamo fatto domanda di casa popolare : il punteggio è 36 per entrambe benché situazioni come le nostre sono poco comuni a Minturno e probabilmente meriterebbero maggiore attenzione.

Percepisco una pensione di reversibilità di mio marito pari a 600.00 euro.

Mio figlio che vive con me percepisce una pensione di invalidità pari a 1.300,00 e 200.00 della reversibilità del padre.

Paghiamo 500,00 euro di affitto e le dovute utenze.

Gianluigi necessita di cure importanti e costose proprio a causa delle sue condizioni psichiche.

Ho deciso di scrivere questa mia come ultimo atto di una condizione che non potrà continuare ancora a lungo perché anziana e senza una benché minima certezza per il futuro di mio figlio “Dopo di Noi”.

Le spese per le cure di mio figlio sono veramente elevate ed ogni volta che ha qualche aggravamento o crisi epilettica mi reco a Roma per cercare di migliorare le sue condizioni di VITA.

RingraziandoLa per la Sua attenta sensibilità, porgo distinti saluti.

 

Minturno, li 4/05/2017

                                                                                              Con stima

                                                                                      Maria Teresa Fiore

LA REGIONE DEL VENETO, IL FENOMENO DELL’INSABBIAMENTO DELLE LAGUNE POLESANE

Il fenomeno del surriscaldamento delle acque si verifica in tante aree lagunari, in particolare lì dove la sabbia ha ricoperto quasi completamente alcune zone dove si pratica la molluschicoltura e si offre lavoro a centinaia di persone.

La questione ha valenza nazionale ed internazionale in quanto le produzioni venete di vongole veraci e mitili sono commercializzate in tutta Europa oltre che su tutto il territorio nazionale. Negli ultimi anni la Regione del Veneto è intervenuta celermente disponendo azioni straordinarie e tempestive; ora però è importante lavorare sulla programmazione per non vanificare le opere compiute e al contempo realizzarne di nuove e più efficaci.

La situazione è sicuramente di emergenza e come tale è necessario individuare la strada migliore per intervenire in modo incisivo. Non è possibile però immaginare che questo sia un accadimento irripetibile; il cambiamento del clima rende indispensabile pensare ad interventi strutturali capaci di azzerare il fenomeno dell’anossia in modo definitivo.

L’insabbiamento spesso è dovuto alla realizzazione di opere non opportunamente condivise. Tale fenomeno purtroppo, non solo non permette la navigabilità delle aree lagunari in oggetto, ma rende impraticabili le attività sportive e quelle professionali.

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