COMUNICATI

Lungofiume: tra piccola pesca e sicurezza

Dopo due settimane dall’incontro con il Commissario Prefettizio di Minturno dott. Bruno Strati, alcuni dei pescatori professionali interessati al posto barca sul lungofiume hanno provveduto a presentare al Comune un progetto per l’installazione di pontili mobili per l’ormeggio di imbarcazioni da pesca.

Una necessità per vedersi garantiti un sito dove poter “lavorare” senza problemi di subire furti e o verbali per occupare spazi abusivamente.
La delegazione era guidata dal dott. Erminio Di Nora.

Nella riunione con il Commissario Prefettizio, Di Nora presentò una richiesta per il posizionamento di un sistema di videosorveglianza idonea a salvaguardare e tutelare il lungofiume a partire dalla foce e per le due strade che conducono alla via Appia e alla via Puntafiume anche al fine di tutelare le aree limitrofe dai furti.

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Pesca: la UE rivede la propria posizione

Obiettivo: regionalizzare la gestione considerando le peculiarità

Dal Compartimento di Gaeta sono “partite” diverse lettere indirizzate alla UE e ai Ministri alle Politiche Agricole italiani che si sono succeduti, la maggior parte a firma del dott. Erminio Di Nora, già Consigliere del Ministro per le Politiche Agricole.

Tutte avevano come obiettivo la revisione delle norme in materia di pesca professionale molto più vicina all’estinzione di molte specie ittiche.
La proposta varata dalla Commissione UE che per la prima volta introduce la regionalizzazione dell’attività di pesca in Europa: ossia il decentramento delle decisioni, per numerose misure di gestione, da Bruxelles agli Stati membri.
Una proposta che il settore attende da anni e che servirà a risolvere alcune vicende annose.

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Il mercato del contadino

LA PROPOSTA: A CASA DEL “CONTADINO”

Dal sito internet della Regione Lazio apprendiamo che la legislazione nazionale consente ai soggetti che esercitano attività agricola (agricoltori e cooperative agricole iscritti nel Registro delle Imprese, aziende agricole di Istituzioni Pubbliche, Consorzi di bonifica e irrigazione, imprese agromeccaniche) di fruire di carburante parzialmente o totalmente esente dalle accise, destinato a lavorazioni agricole e orticole, all’allevamento, alla selvicoltura e pescicoltura e alle coltivazioni sotto serra.

La Regione Lazio ha emanato una serie di norme e di atti amministrativi che disciplinano la materia, ripartendo le competenze tra la Regione ed i 47 Comuni capofila:
• la Regione esercita funzioni di indirizzo, coordinamento, direttiva e controllo al fine di garantire servizi di qualità agli utenti attraverso procedure operative di semplice ed omogenea applicazione sull'intero territorio regionale;
• i 47 Comuni capofila, destinatari di specifica delega ai sensi della L.R. n. 14 del 06/08/1999 parte A, e parte B provvedono alla valutazione istruttoria delle richieste loro presentate dagli utenti agricoli, alla tenuta dei relativi fascicoli ed alla materiale assegnazione dei quantitativi di carburante agevolato a ciascuno spettanti, utilizzando l'applicativo informatizzato UMA, approntato e gestito da LAIT S.p.A. Ogni Comune capofila ha competenza su ambiti territoriali cui appartengono diversi Comuni.

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La coalizione "Primavera Minturnese" organizza: NO TUBE DAY

Per la tutela del mare che bagna la nostra costa dobbiamo fare riferimento al trattato internazionale “Protezione del Mare Mediterraneo dall’inquinamento derivante dall’esplorazione e dallo sfruttamento della piattaforma continentale, del fondo del mare e del suo sottosuolo”, recepito dal Parlamento Europeo con decisione del 17 dicembre 2012.

Il Parlamento europeo mette al centro della tutela la lotta agli inquinanti che vengono, per diverse vie, immessi nel mare, ivi compresi quelli derivanti dagli scarichi delle acque reflue.
Il trattato proibisce, in particolare, scarichi in mare di acque reflue e quando sono affidate a condotte sottomarine provenienti da impianti di trattamento, tali condotte devono “scaricare” a 4 miglia marine dalla costa e ad altrettanta distanza da impianti di acquacoltura.

Facendo nostre le motivazioni del Trattato, diciamo un forte e vigoroso NO a tutte le forme di inquinamento incontrollato e nocive che vengono immesse nel Golfo di Gaeta e, in particolare

DICIAMO NO A TUTTI:

  • i "tubi" che portano in mare ogni sorta di scarico di inquinanti, anche quelli provenienti da impianti di trattamento delle acque reflue, come quello di Formia, o come gli scarichi di acque reflue non controllate del nostro comune e, in generale, a quei tubi, fossi e canali che portano gli inquinanti in mare anche attraverso il Garigliano, come i residui dei milioni di tonnellate di pet-coke che vengono “sbarcate” nel porto di Gaeta e poi immagazzinate a cielo aperto nel megadeposito realizzato presso le sponde del Garigliano;
    gli inquinanti prodotti dagli impianti di acquacoltura;
    gli impianti che contribuiscono all’aumento del livello incontrollato degli inquinanti nel mare del Golfo di Gaeta.

DICIAMO SI alla tutela della nostra prima risorsa ambientale che è anche la nostra prima risorsa economica: IL MARE. E IN PARTIOLARE DICIAMO SI:

  • all’estensione dell’area sensibile a tutto il Golfo di Gaeta, ovvero fino alla foce del Garigliano e alla tutela paesaggistica e archeologica fino ad un miglio dalla costa;
    alla costituzione di un’ampia area marina protetta che abbia al centro il Monte di Scauri, come previsto dalla legge 394/91.

Invitiamo tutti, senza esclusione alcuna e senza se e senza ma, a mobilitarsi (come accadde per il campo Boe) per partecipare alla festa del NO TUBE DAY che si terrà Sabato 3 Aprile a partire dalle ore 15.00 nel piazzale adiacente a Monte D’Argento della riviera di Levante (antistante lido Taiti).

L’OTTIMISMO DELLA VOLONTÀ

NON È A ROMA CHE SI DECIDE IL FUTURO DELLE CONCESSIONI DEMANIALI STABILIMENTI BALNEARI E AMBULANTI A RISCHIO “CHIUSURA”

L’avvocato generale della Corte di giustizia europea Maciej Szpunar si è espresso a proposito della battaglia di alcuni imprenditori turistici italiani; contenzioso che è finito di fronte alla Corte di Giustizia di Lussemburgo. Szpunar ha ritenuto fondati i dubbi espressi dai Tar di Lombardia e Sardegna, secondo i quali prorogare automaticamente la concessione demaniale a favore del privato senza ricorrere a una gara di evidenza pubblica è una limitazione della concorrenza e del libero mercato.

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