L'aumento esponenziale del prezzo del carburante è la causa primaria del blocco dei pescherecci rendendo insostenibili i costi di gestione.
La piccola pesca del Golfo di Gaeta, già in crisi a causa del granchio blu, si vede raddoppiato il prezzo del gasolio.
Lo strascico e le volanti preferiscono scegliere di fermare per non uscire tutti i giorni perché non riescono a coprire i costi.
A causa delle mancate uscite in mare, il pesce fresco locale scarseggia, causando rincari per il consumatore finale.
Le marinerie italiane, da Gaeta a Viareggio, da Rimini alla Sardegna, Dalla Sicilia al Veneto, chiedono sostegni urgenti e un confronto con le istituzioni europee per evitare il collasso definitivo.
Ritengo quanto mai plausibile l’attivazione dell’applicazione di uno sgravio fiscale e contributivo come proposi al Sen. Giorgio Benevenuto e all’On Gianfranco Conte con il decreto sulle competitività e che passò all’unanimità.
Fu allora che maggioranza e opposizione si accordarono per un sistema fiscale e previdenziale mai applicato in passato e che sollevò le sorti della molluschicoltura e della mitilicoltura grazie alla tassazione agraria.
Oggi questa norma dovrebbe essere applicata alla pesca professionale.
Non possiamo preoccuparci sistematicamente del “cappio” che Bruxelles potrebbe calare sulle iniziative Nazionali.